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L’antica Badia a Prataglia e la sua ferrovia

di Marco Benucci e Vasco Innocenti

Chi pensa a Badia pensa ad un paese incastonato in una delle più belle foreste dell’Italia.
Le origini risalgoCripta del X secolo nella Chiesa di Badiano all’anno 986, quando alcuni monaci benedettini vi si stabilirono per fondare un’abbazia (Abbatia, Abbadia: Badia) sopra ad una costruzione forse di origine pagana. Da scritti diOttone III, imperatore del Sacro Romano Impero, risulta edificata nel 1002 e consacrata nel 1008. Nel 1391, per decisione di Papa Bonifacio IX, venne inglobata dall’Eremo camaldolese. Nella chiesa è visitabile la bellissima“cripta” in cui, si dice, sono conservate importanti quanto misteriosereliquie.
Le foreste per secoli hanno dato da vivere al popolo della Badia grazie alla lavorazione del legno e alla produzione di carbone. Già in epoca romana, esisteva nella nostra valle la “via dei legni” che dalla Lama portava il legname verso Partina ed Arezzo. Per avere un trasporto più veloce ed economico verso i luoghi di utilizzo, ai primi del ‘900 fu costruita una ferrovia di circa 20 km fra la Lamaed il Cancellino.
Era una ferrovia “Decauville”, a scartamento ridotto, per il trasporto merci, la cui trazione dei vagoni avveniva inizialmente
con cavalli e buoi, poi arrivarono anche piccole locomotive a vapore. A Pian della Saporita avveniva il rifornimento di acqua e
legna, e dopo il passo dei Lupatti nella dolce discesa, di circa 3 km fino al Cancellino, i vagoni erano rallentati manualmente da uomini che venivano appunto chiamati “frenatori”.
Oggi è un’importante stazione climatica (http://www.badiaprataglia.com), una dimora estiva che attira turisti in cerca di sentieri emozionanti e per scampare ai forti calori estivi dei fondovalle e delle città.

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