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SULLE TRACCE DEL LUPO

A cura di Valter Ceccherini

“ senza la speranza di incontrare un lupo, o anche solo "sapere che LUI è intorno a noi", le nostre passeggiate in Appennino sarebbero come una minestra con poco sale. Forse anche il sale è un valore?” (G.Boscagli)


Scarpinando insieme al gruppo di Casentino Selvaggio può capitare di percorrere sentieri in cui è passato il lupo.
Qualche mese fa, a dicembre, quando in foresta c'era la neve, ci ritrovammo a solcare percorsi poco distanti da Chitignano in provincia di Arezzo.
Ben inteso che certi incontri o certe situazioni possono capitare ovunque in Casentino.
Il nostro itinerario prevedeva come meta l'Eremo della Casella e cosi...scarpinando tra la soffice neve bianca, solo parzialmente battuta, potemmo ammirare e fotografare le impronte del lupo.
Dalla grandezza che queste avevano, capimmo la loro appartenenza ovvero, a quella di un possente maschio di lupo adulto; quindi o di un Capo Branco, oppure, come più probabile che fosse, di un maschio cacciato dal gruppo ed in cerca di altri suoi simili per ricreare un altro branco.
Talvolta infatti, l'allontanamento forzato della specie, serve per ampliarne la diffusione in regioni che ne sono prive. E' per tali motivi lupi stanno tornando ad abitare l'Appennino, e non è difficile quindi, pensare che presto questi lupi si ricongiungeranno con le popolazioni alpine.

Lupo in Casentino

 

IL LUPO IN CASENTINO di Valter Ceccherini Intervista del 2010 a Giorgio Boscagli Direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

 

Cenni storico scientifici

Prima che secoli di persecuzioni da parte dell'uomo ne provocassero la scomparsa in molte regioni, il lupo, antenato di tutte le razze di cani domestici, era diffuso in tutta Europa, in Nord America e in buona parte dell'Asia. Una così vasta diffusione è stata possibile grazie alla grande adattabilità e intelligenza di questo carnivoro. (Fonte Web)


Cenni comportamentali del Lupo

Il lupo è un predatore al vertice delle catene alimentari, che si nutre principalmente, almeno quando può, di erbivori di grandi dimensioni come caprioli e cervi. Alla forza complessiva di tutto il corpo, che gli permette lunghi e veloci inseguimenti, il lupo unisce un morso dalla potenza impressionante, capace di sviluppare una pressione di oltre un quintale per centimetro quadrato, abbastanza per spezzare le ossa degli animali più grandi. Ma la forza non è tutto. A questa il lupo unisce i vantaggi della cooperazione nella caccia. Non è infatti un animale solitario, ma vive in branchi in genere di 7-8 esemplari tra maschi, femmine e cuccioli dell'anno, governati da rigide gerarchie. La preda, una volta avvistata o "annusata", viene catturata dai membri più forti del branco, che sono anche i primi a cibarsene.
Nonostante sia capace di lunghissimi appostamenti silenziosi, sono più i tentativi che vanno a vuoto di quelli che riescono. Ad accoppiarsi in un branco sono i maschi e le femmine dominanti, ma tutti contribuiscono ad alimentare i piccoli.
Fame e malattie possono però eliminare anche più della metà dei cuccioli dell'anno. A due anni i giovani, terminata la crescita, vengono espulsi dal branco. Dovranno cercarsi un territorio e un nuovo branco, impresa non facile e pericolosa perché i lupi attaccano istintivamente gli esemplari solitari, per i quali non è facile farsi accettare.
(Fonte Web)



Sulle tracce del lupo

Sulle tracce del lupo in Casentino

Creato il: 19-05-2013 10:05:00

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