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IL LUPO IN CASENTINO di Valter Ceccherini

Intervista del 2010 a Giorgio Boscagli Direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Per capire e conoscere meglio il lupo e il suo mondo, ho intervistato di nuovo Giorgio Boscagli, Direttore del Parco Nazionale delle foreste casentinesi in collaborazione con Marco Mencucci ( CTA -CFS ).


Si dice che in Casentino i lupi ci siano stati portati, addirittura le “chiacchiere “ dicono che questi sono stati reintrodotti qualche decina di anni fa. E' vero?

« No, in Italia non sono mai state fatte reintroduzioni di lupo. L'abbandono delle montagne e l'aumento delle prede naturali, cinghiale in particolare, hanno creato le condizioni per la ricolonizzazione verso nord del territorio italiano. Il primo nucleo riproduttivo di lupi nelle foreste casentinesi fu rilevato nel 1982. Il lupo, dopo gli Appennini settentrionali, sta ricolonizzando anche le Alpi. In generale comunque si può dire che dove ci sono le prede e se esistono i corridoi ecologici di connessione, prima o poi arriva anche il predatore.»

Esistono secondo lei dei rimedi per far si che il lupo non abbia bisogno di scendere a valle e colpire gli animali di allevamento ?

« Il lupo non "scende a valle"; esso è presente normalmente anche nelle vicinanze delle città, se esistono accettabili condizioni di rifugio. Esso tende a seguire, com'è normale, la sua preda principale, ovvero il cinghiale, o altre risorse disponibili . Per far si che le prede rimangano in montagna bisogna crearne le condizioni. Quindi ripeto, se aiutiamo le colture agricole di montagna e chi le realizza, realizziamo la prima forma di controllo.»

Qual'è la tecnica del lupo per cacciare?

«E' una specie altamente sociale, caccia in branco, ma se le prede lo consentono, quindi prede piccole (lepri, roditori, etc.) anche da solo. E' molto efficiente ed il suo morso, preciso ed efficace nella zona del collo o della nuca, determina uno shock che porta generalmente la preda alla morte per arresto cardiaco. Prede di grosse dimensioni, come i cervi, femmine in genere, possono essere abbattuti da 2-3 animali, uno si occupa del morso finale al collo e gli altri rallentano la preda con morsi sulle gambe e al ventre. Sui cinghiali la predazione avviene in gran prevalenza sui piccoli, poiché un cinghiale adulto costituisce un temibile avversario. »

In genere, quale è l'habitat ideale del lupo e di che cosa si nutre?

« Il lupo è una specie estremamente adattabile e quindi una definizione di habitat troppo rigida corre il rischio di dare una idea sbagliata; in realtà sono necessarie 2 cose : rifugio (quindi copertura boschiva, comprese macchie e aree cespugliate) e prede.»

In Casentino, quanti lupi ci sono con precisione?

« Il lupo è un animale territoriale, ma il numero degli esemplari è variabile di anno in anno, sia perché un singolo branco può occupare anche molte decine di kmq di territorio sia in funzione del disturbo e della mortalità naturale ed illegale, Nel versante toscano del Parco Nazionale registriamo mediamente 4 nuclei sociali (branchi) di lupi, ma la specie utilizza tutti gli ambienti di alta collina e di montagna della Provincia di Arezzo e delle province vicine, quindi non si può fare una stima precisa all'unità su un'area ristretta.»

Che utilità ha realmente il lupo nelle nostre zone?

« Dà il suo contributo importante nel controllo delle popolazioni degli ungulati, non ci riesce da solo, ma esercita comunque una pressione selettiva indispensabile a mantenere selvatiche e sane le numerose popolazioni di cervi, cinghiali, caprioli e daini. E' una specie di "dottore della natura". E poi fa parte in modo straordinario delle culture e delle leggende della gente dell'Appennino. Questo non è un valore?»

Cosa è utile mettere in atto per far capire alla popolazione casentinese che il lupo è per questi un animale innocuo?

« Prima di tutto fare un buon giornalismo, corretto, non sensazionalistico e viceversa rispettoso della realtà! C'è da dire che il lupo non è né innocuo né pericoloso, è solo un animale selvatico, un predatore. Va considerato come tale. Rispetto, senza persecuzione. Circa la convivenza essa avviene già , anche senza percepirla. Nel Parco il lupo passa per i gli stessi sentieri degli escursionisti, dei bikers e dei cercatori di funghi, a volte ci osserva curioso senza che ce ne accorgiamo. L'uomo per lui non è preda ma soltanto un essere rumoroso e onnipresente.
Gli ultimi attacchi di lupo ad esseri umani sono della prima metà del 1800, collegati alla rabbia silvestre. In epoca medioevale si sono avuti anche casi di attacco su bambini, talvolta che dormivano col bestiame o più raramente, che accompagnavano da soli e per giorni le greggi al pascolo. Questi elementi sono oggi del tutto inesistenti.»

Chi è questo famigerato e controverso animale: il lupo, difficile perfino da vedere?

«E' in ogni caso un simbolo di forza e vita selvaggia, ma soggetto a pregiudizi atavici che spesso sono pretesti per intervenire con mezzi illeciti per sopprimerlo.  Il comportamento schivo ed elusivo è una difesa comportamentale, ”se non mi vedi non mi uccidi”, il basso profilo lo ha salvato dall'estinzione.»
 

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