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La contea di Urbech

Tratto dal libro benefico “Nurdo e Selvaggia” di Carlo Spadi.

Percorrendo la SR 310 in direzione del passo della Calla si trova, subito dopo il bivio per Papiano, il Castello d’Urbech, antico castello dei conti Guidi, al centro della contea omonima.La contea diUrbech
Il castello, che sorge alla confluenza del fosso di Rigaggioli e lo Staggia, di fronte alla vecchia cartiera, presenta pochi elementi riconducibili alla fortificazione originaria.
Nel 1918 infatti, un violento terremoto ne provocò la distruzione. Successivamente sulle macerie del castello vennero costruite alcune abitazioni che inglobarono i resti della struttura. Si tratta di resti di cinta di mura, di torri, porte e finestre,oltre alla grande porta castellana a bugne in pietra lavorata riferibile al XVI secolo.
Con molta probabilità, la costruzione di questo fortilizio fu, indirettamente, dovuta all’imperatore del Sacro Romano Impero, Federico I detto il Barbarossa, dopo che aveva concesso ad un certo conte di nome Guido Guerra queste terre di montagna alle falde del monte Falterona.
Era il millecentosessantaquattro, e da allora in poi nacque la “Contea d’Urbech”. Per secoli vi regnò un ramo di una delle più grandi famiglie feudali del Casentino, i “Conti Guidi” che nella valle instaurarono un potente e indiscusso potere, costruendo altri manieri come Porciano, Romena, Montemignaio, Borgo alla Collina, Battifolle, Fronzola, e il castello di Poppi, meravigliosa e perfetta scuola d’alta ingegneria.
La dinastia dei “Guidi” terminò in Urbech, non essendoci più eredi maschi, con Costanza coniugata a Mazzone di Gregorio d’Anghiari.
Con questa unione, la suddetta contea ebbe a perdere il casato “Guidi” dopo tre secoli di dominio.
Si narra che al castello venivano organizzate feste un po’ particolari. Il “Ballo Angelico”, una cosa fra il sabba stregonesco e l’orgia contadina.
Uomini e donne presi dal suono voluttuoso, iniziavano un ballo sensuale ed erotico, arrivando a denudarsi completamente. Alcune femmine, le prescelte, venivano inghirlandate, sulla loro candida pelle nuda, con serpi e bisce di colore nero. Nella nottata, fino a che non sopraggiungeva, nel mezzo del ballo orgiastico, un demone androgino, dalle fattezze angeliche e dallo sguardo satanico. Vestito della sua completa nudità e ambiguità sessuale. Rapiva la ragazza più bella trascinandola con sé, in un vortice infernale volando fuori,dalle grandi arcate del salone. Quanto sia lontana dal limite della mezzeria, la realtà con la fantasia, questo nessuno lo sa. Il castello pur trasformato è lì, la storia anche, la fantasia pure.
Il ricavato della vendita del libri di Carlo Spadi è devoluto in beneficenza a un ospedale neurofisioterapico che si chiama IL KITUO in Tanzania.
http://www.smilemission.it/file_africa/file_tanzania/progettofisioterapia.htm

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