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La Scarpinata Selvaggia: un anello tra le postazioni della linea Gotica

Percorreremo il sentiero dei tedeschi fino a CroceGaggi, dove troveremo la strada asfaltata che dal
Sacro Eremo di Camaldoli scende a Lonnano (sentiero 94).

Il sentiero dei tedeschi, cinque chilometri di bosco misto, è in gran parte pianeggiante fino a Croce Gaggi, le poche salite presenti hanno un dislivello massimo di 200 mt.

Arrivati all’asfalto, saliremo una mulattiera a destra costeggiando il Monte Faggiolo (sent. 74 per 15 min.) e andremo a destra (sent. 74a per 30 min.) tra faggi e abeti, fino al Casotto di Secchieta.

Poco sotto ancora a destra (sent. 72 per 10 min.) fino alla sella di Poggio Muschioso.

Di lì proseguiremo a sinistra, uscendo dal segnavia 72, un sentiero di crinale che in mezzora ci riporterà a un incrocio con una mulattiera, andremo a destra e in cinque minuti saremo al punto di partenza.

La prima e ultima parte del percorso si svolge sul sentiero della Linea Gotica, dove è possibile vedere postazioni e trincee dell’ultima guerra mondiale tutte ben segnalate.

Vi si può arrivare in auto da Poppi per la via Camaldolese che passa per Avena e Moggiona o dal Monastero di Camaldoli.
Imboccata la strada per l’Eremo dalla casa forestale di Montanino, troviamo quasi subito a sinistra la sterrata per Asqua.

Percorsa per 800 metri troviamo sulla destra l’inizio del percorso con una sbarra poco sopra che chiude il transito ai mezzi.
Altra possibile base di partenza e arrivo è Croce Gaggi, sulla provinciale di Prato alle Cogne, dove il parcheggio delle auto è molto più ampio che sulla sterrata d’Asqua.

Vi si arriva in auto da Pratovecchio e Lonnano o dall’Eremo di Camaldoli.
Itinerario di 10 chilometri percorribili in circa tre ore senza soste, adatto a tutti.

 la ruota linea gotica
 la linea gotica casentino
 croce gaggi

La Linea Gotica in Casentino

Durante l’ultima guerra fu costruita dai tedeschi, sfruttando difese naturali come monti e fiumi, una linea di difesa che dal Tirreno arrivava all’Adriatico nella bassa Romagna, formata da fortificazioni a qualche chilometro di distanza l’una dall’altra.
Doveva arrestare l’avanzata alleata per difendere almeno la pianura Padana, specie dopo la caduta di Montecassino.
Il Casentino sfortunatamente si trovò al centro di tale fascia.
Furono impiegati migliaia di operai presi anche nei nostri paesi e campagne per costruire buche su cui piazzare artiglierie, fossati e trincee di collegamento,disboscare zone per favorire l’osservazione e i tiri. Quante storie ho sentito, di coloro che raccontavano del duro lavoro nelle foreste di Camaldoli o sul Falterona, delle paure, dei bombardamenti, delle stragi!
In effetti la Linea si dimostrò crudelmente efficace, bloccando a lungo gli alleati che si concentrarono comunque sulle strategiche fortificazioni del passo della Futa e sulla pianura riminese,ove infine sfondarono.
Talmente efficace da causare un numero impressionante di morti tra tedeschi, alleati e civili. Oggi, camminando sul Falterona e Monte Falco o sulla costa che dalla Calla arriva a Camaldoli e oltre, si incontrano le tracce di quei tempi; buche delle postazioni di artiglieria o camminamenti.
E percorrendo quei sentieri, soffermandoci in silenzio, sembra di rivivere dolori e speranze di quelle persone che, pur vivendo un periodo così triste, senza apparenti vie di uscita, ebbero la forza di lottare, di credere nel futuro, con la certezza che quel brutto sogno sarebbe finito e che la libertà e la vita avrebbero alla fine vinto.

La linea Gotica

La linea Gotica

Creato il: 04-03-2013 22:03:20

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