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La Scarpinata Selvaggia: Poggio Scali passando per il Sentiero dei tedeschi

Si parte dal piazzale dell’Eremo di Camaldoli dopo esservi giunti in auto. Da qui, prendendo per la strada comunale 124 che porta a Badia Prataglia si inizia una leggera salita asfaltata che ci conduce fino al Bivio di Prato alla Penna.

Ecco quindi che ci troveremo ad un croce via dal quale, svoltando a sinistra  in relazione alla direzione di nostra provenienza ci immettiamo nel sentiero GEA 00 che, con tratti a volte di leggera, altre di dura salita su fondo sconnesso, ci porta fino a Poggio Scali.
È importante durante questo tragitto mantenere tale sentiero, in quanto, lungo il percorso sono presenti alcuni bivi con tanto di cartellonistica CAI dai quali è bene non farsi distrarre.

Tratti ombrati di faggi e piante ad alto fusto in genere si alternano a vedute panoramiche dalle quali è possibile
scorgere il versante romagnolo sulla destra e quello casentinese sulla sinistra. Conviene di tanto in tanto porvi la dovuta attenzione.
Sul pianoro del Porcareccio è possibile rifocillarsi con acqua fresca corrente prelevabile per gran parte dell’anno dalla cosi chiamata “Fonte di Gino”.
Ecco giunti a Poggio Scali, la nostra prima vera tappa prefissata. Un panorama mozzafiato che vale di sicuro il prezzo del “biglietto”. La collinetta  panoramica si erge sontuosa sul tetto del crinale a quota 1520 slm.

È impossibile da qui non soffermarsi a meditare e a compiere qualche scatto che resterà indelebile per la nostra anima naturalista e selvaggia.
Terminata la sosta si riparte compiendo una inversione ad U, ovvero immettendoci nuovamente nello stesso percorso dianzi intrapreso, lo 00; se prima vi erano dure salite, adesso si fanno strada delle ardite discese che per gli amanti della mountain bike sono “manna caduta dal cielo”.

Pochi minuti di adrenalina e la strada torna ad essere leggermente pianeggiante fino a d arrivare al bivio per Battilocchio. Da qui attraverso una discesa tecnica di circa 2 Km si arriva alla congiunzione con la strada asfaltata AR72. Si svolta in direzione Lonnano Pratovecchio e si continua per circa 1 Km fino a che, sulla sinistra vi è un bivio composto
da due deviazioni. Noi prenderemo quella più a destra lungo il sentiero 94. Un “Singol Trek” mozza fiato per veri biker selvaggi.

Dopo un tratto molto tecnico in MTB su cui occorre prestare molta attenzione, si giunge ad un piccolo crocevia in cui, proseguendo dritto, sempre mantenendo lo stesso numero di sentiero ci troveremo a percorrere uno dei più blasonati sentieri per MTB in Casentino: il Sentiero dei tedeschi.

Altri 2 Km circa e ci ritroviamo in una strada vicinale sterrata proveniente da Casalino Pratovecchio. A questo
punto svoltando a sinistra si percorrono ancora un altro Km di discesa finendo per immettersi nella strada provinciale per l’Eremo di Camaldoli, ove, per giungerci ci aspettano ancora circa 5 Km di leggera salita asfaltata tutta immersa nel pieno delle foreste camaldolesi.
Fatto, dopo ben 27 Km, questo ultimo sforzo ci ritroviamo di nuovo nel piazzale dell’Eremo da dove eravamo partiti.

 

PERCORSO E DETTAGLI

Partenza dall’Eremo di Camaldoli ore 8:00
Ritorno (con soste) ore 11:00
Totale Km. 27
DATI SULL’ITINERARIO
Dislivello: da 900 mt si giunge a Poggio Scali a 1520 mt
Difficoltà: media con diversi tratti tecnici
In MTB si consiglia di avere un minimo di allenamento e
tecnica di guida.
A piedi è necessario un tempo quasi triplo, ma con difficoltà
media e fattibile per più persone che amano camminare
e stare in mezzo alla natura.

 

 

 

La Via dei Legni di Valter Ceccherini (fonte: Parco nazionale delle foreste casentinesi)

Citazione storica: “I trainatori l’estate tagliano e cavano le travi fino al crine e d’inverno le conducono giù...” (Relazioni sul Governo della Toscana di Pietro Leopoldo D’Asburgo Lorena, 1778)
Il crine dell’Appennino ha rivestito da sempre in quanto confine e linea di demarcazione naturale un ruolo di
primo piano dal punto di vista ambientale e antropico. Per secoli le sommità dei monti hanno costituito luoghi
privilegiati per gli spostamenti, gli incontri e gli scambi delle popolazioni toscane e romagnole.
Con il governo dei Lorena, ad esempio, si mise in atto la prima vera tutela ambientale delle foreste casentinesi,
imponendo vincoli e disposizioni circa i tagli indiscriminati, che a tutt’oggi sussiste.

La via dei legni

La via dei legni

Creato il: 08-02-2013 19:02:31

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