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Il Lago degli Idoli

lago degli idoliL’Appennino tosco-romagnolo ci ha sempre separato dalla fertile pianura padana, ma fin dall’antichità sono stati aperti passi per superarlo passando sui crinali, risalendo il corso dei torrenti e scegliendo i percorsi più agevoli.
L’acqua in particolare è sempre stata fonte di vita, vicino all’acqua sono nati i primi centri abitati, le prime coltivazioni ed è stata sempre circondata da un alone di sacro. Ciò avvenne probabilmente
anche per il Lago degli Idoli, posto su una via di transito sull’Appennino sul lato sud del Falterona che divenne luogo di culto e di “pellegrinaggio”.
Forse perchè identificato come la sorgente dell’Arno, ad 1 km da quella che oggi vediamo. Vi arrivavano fedeli da tutta l’Etruria. Come in uso fin dall’antichità, i viandanti vi gettavano statuette di bronzo, parti anatomiche e armi, proprio come gli ex voto di oggi.
Nel 1838 una pastorella vi trovò una statuetta di bronzo. Negli scavi che seguirono vennero alla luce centinaia di statuette, e migliaia di altri reperti databili fra VI e IV sec. a.C. Il disinteresse delle autorità portò alla vendita isolata dei pezzi e alla loro scomparsa.
Grazie ad appunti e disegni, ne sono stati identificati diversi sparsi oggi in molti musei del mondo (Londra, Parigi, Baltimora), ma la maggior parte di essi è andata purtroppo perduta.
Oggi, seduti ai bordi del lago, è bello socchiudere gli occhi e pensare in silenzio alla storia millenaria di questi splendidi luoghi.

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