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San Francesco a La Verna - Ottocento anni di sacralità

Ricorre quest’anno l’VIII centenario della donazione della Verna a S. Francesco da parte del conte Orlando di Chiusi, avvenuta nel 1213, dopo il loro incontro nel castello di San Leo, nel Montefeltro. Dal 08/05/2013 al 12/10/2013.

Spaziando con lo sguardo dalle alture che circondano il Casentino,  o semplicemente attraversando la parte alta della Valle, ci si trova immancabilmente a posarsi su di un monte dall'aspetto trapezoidale: il Monte Penna. La rupe calcarea si alza bruscamente da letto di argille su cui galleggia. Appare come scoglio roccioso ricoperto da una magnifica foresta mista, di grandi faggi e abeti  e un ricco sottobosco dalla straordinaria ricchezza botanica. Assumendo l'inconfondibile "forma di naso" è il punto di riferimento per eccellenza del casentinese e del turista.
Compreso nel Parco delle Foreste Casentinesi, il Monte Penna si trova nel comune di Chiusi della Verna ed ai suoi piedi si estende l'omonimo paese.
Sulla parte meridionale, a 1128 metri di altezza, si erge il Monastero francescano de La Verna che deve la sua notorietà proprio a San Francesco.
Una storia nata esattamente ottocento anni fa. Francesco d’Assisi dopo un lungo girovagare, fermandosi alla terra tutt’ora chiamata Montefeltro, si trovò l’8 Maggio 1213 al Palazzo dei Conti Nardini in occasione dell'investitura a Cavaliere di Montefeltrano II di Montefeltro.
In una sala di questo severo palazzo, Francesco ebbe l’occasione di incontrare il Conte Orlando Cattani da Chiusi. Tale incontro fu suggellato da una predica che il Santo tenne su i versi di una canzone amorosa decantata in quel tempo: "Tanto è il bene che m’aspetto ch’ogni pena m’è diletto".
Le parole del Santo toccarono in modo speciale l’anima del Conte Orlando, il quale pensò di regalare a Francesco un monte solitario di sua proprietà, ritenendolo adatto a chiunque volesse fare penitenza.
Con le seguenti parole il Conte confermò il suo dono: "Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei a te e a’ tuoi compagni per salute dell’anima mia.”

Subito dopo, Francesco con alcuni compagni, iniziò il cammino verso quel monte. Si narra che appena giunto per la prima volta ai piedi della rupe, il Santo fu accolto da una moltitudine di uccelli vocianti, che lo indussero a ritenere "volontà del Signore che noi abitiamo in questo monte solitario, perché tant’allegrezza e festa della nostra venuta dimostrano i nostri fratelli uccellini".
Fu fondato un romitorio che divenne il luogo preferito da Francesco e i suoi compagni per passare lunghi periodi di meditazione e preghiera.
L'ultimo soggiorno alla Verna , quand’egli era ormai stanco e ammalato, avvenne nel 1224.
In questa occasione, mentre era immerso nella preghiera,  Francesco ebbe una visione e sul suo corpo si impressero le stigmate, che portò fino alla morte, avvenuta due anni più tardi.
Il Santuario della Verna è oggi meta di numerosi pellegrini devoti a San Francesco, nonché di turisti che vogliono godere di misticismo e natura, immersi in un silenzio rispettoso e surreale.
Chi si reca qui per meditare in solitudine, meglio nelle stagioni più fredde, e magari calpestando soffice neve o facendosi avvolgere dalle nebbie d'autunno, può udire come unico suono la voce dei frati che cantano recandosi in processione verso la Cappella nel momento della preghiera e nelle stagioni più calde spaziare con lo sguardo e la mente verso la valle assolata o l'orizzonte infuocato dal tramonto tra il garrire delle rondini e il cinguettio festante della  “vita” del bosco circostante.
E ancora oggi, dopo ottocento anni dal dono che il conte Orlando fece a Francesco possiamo dire : "non est in toto sanctior orbe mons"

Ottocento anni di sacralità

Ottocento anni di sacralità

Creato il: 02-05-2013 17:05:29

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