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Serravalle di Vasco Innocenti

Il castello come riportato nel Regestum Camaldulense, fu costruito nel 1188 in un luogo detto “Incisa” dal vescovo di Arezzo, che aveva diritto di signoria su castello e abitanti e che prevedeva fin dall’inizio altre opere di fortificazione.
Furono l’abate e i frati di Prataglia a fornire gli uomini che avevano in una loro precedente villa, come abitanti del nuovo borgo e per le opere di costruzione. In cambio il vescovo concesse all’abate una chiesa e di costruirsi una villa nel cassero del castello che tuttavia fu usato soprattutto come dimora estiva dei vescovi.
La stessa torre poggiata su una alta roccia serviva più come vedetta che a difesa del territorio.
Nacque probabilmente in tale luogo per la posizione dominante e la vicinanza alle importanti strade che conducevano una a Camaldoli e l’altra alla badia, per proteggere sia l’abbazia che i suoi beni nei dintorni e contrastare la potenza dei rivali camaldolesi che ne avevano ottenuto la sottomissione.
I monaci della Badia, le tentarono tutte contro i rivali e aderirono anche allo scisma cui partecipava anche il Vescovo di Arezzo, cercando così di svincolarsi dai camaldolesi.
Ma dopo alcuni secoli di alterne vicende, nel 1404 la repubblica fiorentina spedì in Casentino una forza di spedizione che sconfitti Ubertini e Guidi di Bagno, occupò utti i castelli, tra cui quello di Serravalle che fù aggregato alla podesteria di Bibbiena.
Finisce così come per gli altri castelli casentinesi, la storia del castello di Serravalle.

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