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soci frazione di bibbiena

SOCI, frazione di Bibbiena

Un po’ di storia

Soci è conosciuto come un paese vivo, moderno, ma ha una storia antica. Nei suoi pressi , a Ciliegi di Balzano fù ritrovato ad esempio un insediamento agricolo di produzione di vino di epoca romana, e nella piana tra Bibbiena e Soci in località Domo, tra le altre cose, un  impianto termale romano.
Soci risulta nominato per la prima volta in un documento nell’anno 1002 quando l’imperatore Ottone III lo dona al monastero di Prataglia. In quel periodo sono numerosi i passaggi di possesso del paese e nel XIII secolo date le continue contese tra i Guidi , Tarlati e Ubertini che causavano rovine e distruzione, i Camaldolesi cedettero tutto al conte di Castel s. Niccolò che a sua volta nel 1359 lo vendette ai fiorentini.
Di quel borgo che un tempo era fornito di estese mura, rimane oggi una bella porta e una torre più volte ridotta in altezza.


SOCI - L’acqua, i mulini, la lavorazione della lana

Fondamentale per  la crescita fù il suo berignale che già intorno al 1360 alimentava  il mulino dei camaldolesi  mentre nel XV secolo esisteva già una Gualchiera alla Mausolea   (o forse sull’Archiano)
Nel XVII secolo con la crescita della lavorazione della lana in tutto l’alto Casentino, alcune  famiglie del posto gestivano in concessione dai monaci  le 2 Gualchiere esistenti, quella  “di sopra” e l’altra al mulino  di Soci detta “di sotto”, che si trovava nella zona centrale del paese attuale.
Successivamente, dopo che per problemi vari fu chiusa una piccola fabbrica a Partina, si dovette aumentare la portata del berignolo della Mausolea in modo che le macchine  idrauliche producessero l’energia necessaria per il lanificio del paese.
Il berignale era fondamentale per i vari mulini, le Gualchiere per la feltratura dei panni e per tutti gli altri usi e numerose erano le liti e i problemi che sorgevano  tra i vari utilizzatori dell’acqua, tanto  che nel 1847 i Medici furono costretti a regolamentarne l’uso.
Il Novecento è stato infine per il Lanificio un secolo di alti e bassi. Riuscì a superare pur con difficoltà la grande crisi del 1929, anche se  in tali periodi molti furono costretti a migrare al nord in cerca di lavoro. Ci furono continui passaggi di proprietà, venne superata anche  la guerra e i distruttivi bombardamenti, ma resistette poco più di un decennio. Dagli anni sessanta ancora brevi tentativi fino alla nascita della “industria tessile Casentinese” che ci porta alla storia dei nostri giorni, quella che gli attuali cittadini portano ancora negli occhi e nel cuore.

Soci frazione di Bibbiena

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Creato il: 19-05-2013 20:05:37

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